Le stanze di Raffaello
|

|
|
Pianta "Stanze di
Raffaello" |
La Prima Stanza, denominata “dell’Incendio
del Borgo”, fu realizzata all’epoca di Leone X ed è
l’ultima che Raffaello poté vedere completata (1514-1517). Il quadro
principale raffigura l’incendio della Città Leonina, che fu
prodigiosamente spento da Leone IV facendo il segno della croce da una
delle finestre del Vaticano. Sullo sfondo si può osservare la facciata
della vecchia Fabbrica di San Pietro; nel gruppo a sinistra è raffigurato
un episodio di grande effetto e drammaticità, la fuga di Enea da
Troia in fiamme con il vecchio padre Anchise sulle spalle ed il
figlioletto Ascanio. Nella parete di sinistra è raffigurata La battaglia
di Ostia, ossia la vittoria
navale di Leone IV sui Saraceni: nell’846 i Saraceni sbarcarono infatti
ad Ostia, giunsero a Roma e saccheggiarono le basiliche di San Pietro e
San Paolo, portando via un prezioso bottino; tre anni dopo ritornarono, ma
furono respinti in una eroica battaglia navale. Nell'altra parete è
raffigurata l' Incoronazione di
Carlo Magno.
|

|

|

|
|
|
L'incendio del Borgo |
La battaglia di Ostia |
Incoronazione di Carlo Magno
|
|
|

|
|
Particolari de
"L'incendio del Borgo". A sinistra Enea in fuga
da Troia con il padre Anchise |
Nella Seconda Stanza, “della Segnatura”,
è
la Disputa
del Santissimo Sacramento (1509). Il soggetto di questo splendido
complesso di affreschi è
la Glorificazione
del Cattolicesimo.
La
struttura iconografica del ciclo, originariamente sede della biblioteca di
Giulio II, fu così detta per aver ospitato, poco dopo l'ultimazione degli
affreschi di Raffaello, il Tribunale ecclesiastico "de signatura
gratiae". L'impianto generale del ciclo mostra chiaramente una
origine allegorico-medievale, essendo legato ad una concezione gerarchica
del sapere che si rifà alla teoria della "biblioteca ideale" di
San Bonaventura. Tale concezione si concretizza nella scelta di una
composizione che richiede una lettura dall'alto verso il basso, procedendo
cioè da immagini universali e ideali verso una loro particolare
manifestazione terrena.
|
A) La Teologia - B) La
Giustizia - C) La Filosofia - D) La Poesia - E) Motore
immobile che regola l'universo - F) Giudizio di Salomone -
G) Tentazione di Eva - H) Apollo e Marsia - I) Disputa
del Sacramento - L) Scuola di Atene - M) Il Parnaso - N) Le
Virtù |
La
volta. Attorno ad un ottagono centrale con putti reggenti lo stemma
papale, si trovano quattro sezioni (tondi) dedicate a ciascuna delle
facoltà dello spirito, rappresentate con allegorie femminili: La
Filosofia, la Teologia (incarnazioni del Vero), la Poesia (incarnazione
del Bello) e la Giustizia (incarnazione del Bene). Più sotto, agli
angoli, entro quattro scomparti rettangolari sono compresi il Motore
immobile che regola l'universo (simboleggiante l'Astronomia e da porre in
relazione alla Teologia, che è conoscenza delle cause ultime), il
Giudizio di Salomone (simboleggiante il Diritto e da porre in relazione
con la Giustizia), la Tentazione di Eva (allusiva alla Filosofia,
originata dalla perdita della conoscenza originaria), Apollo e Marsia
(simboleggianti la Poesia in quanto musicalità e armonia). Gli stessi
concetti vengono ripresi ed approfonditi nelle grandi composizioni sulle
pareti sottostanti. Alla Filosofia corrisponde l'opera forse più famosa
di Raffaello, la Scuola di Atene, alla Teologia la Disputa del Sacramento,
alla Poesia il Parnaso ed alla Giustizia le Virtù Cardinali e Teologali e
la Legge.
|

|
|
La volta |
|

|
|
F) Giudizio di Salomone - E)
Motore immobile che regola l'universo |
I
dipinti. Sulla parete opposta al Parnaso, in corrispondenza della
Giustizia, sono raffigurate le Virtù cardinali (Fortezza, Prudenza,
Temperanza) e Teologali (Fede, Speranza, Carità).
|

|
|
Virtù cardinali (Fortezza,
Prudenza, Temperanza) |
|
Virtù teologali (Fede, Speranza
e Carità) |
|

|
|
Filosofia - Giustizia - Poesia -
Teologia |
|

|

|
|
Adamo ed Eva |
Apollo e Marsia |
Nella
lunetta in alto, e sotto, ai lati della finestra la Consegna delle
Pandette all'imperatore Giustiniano (eseguita da Lorenzo Lotto) e la
Consegna delle Decretali a papa Gregorio IX. Sotto alla Poesia è
rappresentato il Monte Parnaso dove il dio Apollo, seduto al centro, suona
la lira da braccio, circondato dalle nove Muse protettrici delle
arti e da poeti antichi e moderni, tra cui si riconoscono facilmente Omero
(cieco), Virgilio e Dante alle sue spalle, nonché seduta in basso a
sinistra la poetessa Saffo con il nome scritto sul foglio che tiene nella
mano sinistra.
|

|
|
Il Monte Parnaso |
|

|
|
Particolare con Omero, Virgilio e
Dante |
Sotto
la Teologia è dipinta la scena della Disputa del Santissimo Sacramento.
L’ostensorio con l’ostia e la figura di Cristo
stanno a significare la duplice presenza di Dio in cielo e sulla terra.
|

|
|
La Disputa del Santissimo
Sacramento |
|

|
|
Un particolare |
Sulla
parete sottostante la Filosofia e di
fronte alla Disputa del Santissimo Sacramento è la celeberrima Scuola
di Atene: il soggetto dell’affresco è
la Scienza Umana
rappresentata dal consesso dei più grandi filosofi dell’antichità.
Il soffitto è decorato da quattro tondi con le allegorie
della Teologia, della Filosofia, della
Poesia
e della Giustizia. Entro una grandiosa architettura rinascimentale,
che si ispira al progetto di Bramante per il rinnovamento della
basilica paleocristiana di S. Pietro, si muovono i più celebri
filosofi dell'antichità, alcuni dei quali sono facilmente
riconoscibili: al centro Platone, che punta con un dito verso l'alto e
tiene in mano il suo libro Timeo, fiancheggiato da Aristotele con
l'Etica; Pitagora è invece raffigurato in primo piano intento a
spiegare sul libro il diatessaron (letteralmente "un
vangelo"); sdraiato sulle scale con la
scodella è Diogene, mentre appoggiato ad un blocco di marmo, intento
a scrivere su un foglio, è il filosofo pessimista Eraclito, che ha i
tratti di Michelangelo, impegnato quest'ultimo in quegli anni a
dipingere la vicina Cappella Sistina. Sulla destra sono visibili Euclide, che insegna geometria
agli allievi, Zoroastro con il globo celeste, Tolomeo con quello
terrestre, e infine, all'estrema destra, nel personaggio con il
berretto nero è l'autoritratto di Raffaello.
|

|
|
La scuola di Atene |
|

|
|
Particolari della Scuola di Atene |
|

|
|
Eraclito ritratto con le fattezze
di Michelangelo |
La Terza Stanza, “di Eliodoro”, fu affrescata nel
1512-1514. Alcuni episodi testimoniano l’intervento di Dio nella storia della
Chiesa:
la Cacciata
di Eliodoro,
la Liberazione
di San Pietro, l’incontro di Attila e Leone Magno e
la Messa
di Bolsena.
Sopra la finestra è la scena del Miracolo di Bolsena (1263), quando la
reale presenza del sangue di Cristo nel Sacramento dell’Eucarestia si
manifestò ad un sacerdote scettico, macchiando il suo corporale.
La Liberazione
di San Pietro dal Carcere, risalente al 1514, è disposta con grande
perizia intorno al vano della finestra; il soggetto vorrebbe alludere ad
un tema politico-religioso, la liberazione di Leone X dalla prigionia
sofferta dopo la battaglia di Ravenna. L’Incontro tra Leone I ed
Attila, realizzato in gran parte dagli allievi di Raffaello, fa
riferimento ai gravi contrasti con
la Francia.
|

|
|
La Volta della stanza di Eliodoro |
|

|

|

|
|
Cacciata di Eliodoro |
Liberazione di San Pietro |
Incontro di Attila e Leone Magno |
|

|

|

|
|
Stanza di Eliodoro |
La Messa di Bolsena |
Stanza di Eliodoro |
|

|
|
Particolare della Cacciata di
Eliodoro |
|
Particolari della Cacciata di
Eliodoro |
|
 
|
|
Liberazione di San Pietro e
particolare |
|

|
|
Incontro di Attila e Leone Magno |
|

|
|
La Messa di Bolsena (Particolare) |
Nella Quarta
Stanza, detta “di Costantino”, è
raffigurata la vita leggendaria di Costantino; il complesso di affreschi
è stato realizzato dagli allievi di Raffaello su cartoni del Maestro. Il
primo quadro rappresenta l’Apparizione della Croce con la celebre frase
“in hoc signo vinces”; la grande composizione militare della
Sconfitta di Massenzio a Ponte Milvio fu realizzata da Giulio Romano
subito dopo la morte di Raffaello.
|

|

|
|
Battaglia di Costantino contro
Massenzio |
Visione della Croce |
|

|

|
|
Battesimo di Costantino |
Donazione di Roma |
Nel
1514, dopo la morte di Giulio ll, il successore Leone X nominò Raffaello
“architetto della fabbrica di San Pietro" e un anno dopo
“conservatore delle antichità romane".
|