La
pittura in
Spagna
(XV e XVI secolo)
Ai
primi del Cinquecento cominciò a diffondersi in Spagna lo stile
rinascimentale italiano. Particolare importanza assunse l'0pera di
Leonardo da Vinci, la cui conoscenza in Spagna si deve a Fernando Yanez
(attivo dal
1506 a
Valencia), identificato con il "Fernando spagnuolo" citato in un
documento quale assistente di Leonardo a Firenze nel 1505. Con l'ascesa al
trono di Filippo II, la pittura spagnola ricevette un grande impulso. Il
re, infatti, amava la pittura e si adoperò per favorirne lo sviluppo a
corte: il suo mecenatismo cominciò a fare concorrenza a quello della
Chiesa, da cui in precedenza
erano partite le commissioni più consistenti, e numerosi artisti italiani
furono chiamati ad eseguire
pale d'altare e affreschi per l'Escorial, che si trasformò in una sorta
di scuola per i giovani pittori
spagnoli. Questi poterono cosi conoscere le nuove tendenze manieriste, che
in Italia preludevano già al barocco.
Filippo II non riuscì ad avere a corte Tiziano, il suo pittore preferito,
ma i dipinti del maestro italiano furono
acquisiti alla collezione reale e divennero in seguito grande fonte di
ispirazione per molti artisti
spagnoli, primo fra tutti il Velasquez. Tra i pittori stranieri attivi in
Spagna durante il regno di Filippo II merita certo di essere menzionato il
ritrattista olandese Anthonis Moor, il cui stile forte ed austero,
influenzato da Tiziano, determinò i canoni sui quali si sarebbe basata
fino al XVII secolo la ritrattistica di corte. I ritratti rappresentavano
il primo ramo secolare indicativo della pittura spagnola, nella quale in
passato l’impronta religiosa era stata predominante. Nello stesso
periodo si stabilì nel paese il primo gran genio pittorico spagnolo, El
Greco. Il suo stile emotivo si adattò perfettamente al fervore religioso
della nuova patria, ma non incontrò mai il favore del re che, pertanto,
gli affidò solo poche commissioni. El Greco produsse tuttavia una serie
di splendide pale d’altare per diverse chiese di Toledo; anche se dalla
sua bottega uscirono parecchie copie delle sue opere, il suo stile fu
tuttavia così personale da avere scarso seguito.
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Serra Jaime e Pedro |
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Huguet Jaime |
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Dalman Luis |
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Gallego Fernando |
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Vasco Fernandes |
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Berruguete Alonso |
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Luis de Morales |
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Juan de Juanes |
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Coello Alonzo Sanchez |
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Pantoja de la Cruz |
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Maestro di Burgo de
Osma |
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El Greco |
Serra Jaime e Pedro
(in catalano Jaume e Pere)
Pittori
spagnoli, fratelli, attivi in Catalogna nel XIV secolo. L’unica opera
certa del fratello maggiore Jaime é il Retablo della Vergine (1361)
commesso da frate Martin de Alpartil per il convento del Santo Sepolcro di
Saragozza (oggi nel museo locale).
Cromaticamente più ricca è l’opera di Pedro, di cui l’esempio più
interessante è il Retablo della Pentecoste eseguito nel 1393-1394 per la
cattedrale di Manresa. Jaime e Pedro eseguirono anche dipinti in
collaborazione dove talvolta non e possibile distinguere l’operato
dell'uno da quello dell’altro come nel Retablo della Madre di Dio nel
museo di Barcellona. Le opere dei due pittori risentirono dell’influsso
della scuola senese.
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Particolare Retablo della Madre
di Dio (Museo di Barcellona) |
Huguet Jaime
(Valis, Tarragona
1414 circa - Barcellona 1492)
Una
delle maggiori personalità della pittura catalana del Quattrocento. Dalla
sua fiorente bottega uscirono grandiosi e complessi polittici, come quello
dei Santi Abdon e Senèn (1459-1460) per
Santa Maria di Tarrasa presso
Barcellona, quello dell’Epifania
(1464-1465, Barcellona, Cappella Reale di Santa Agueda)
eseguito per il conestabile Pietro del Portogallo.
Chiuso all’influsso della pittura fiamminga, predilesse composizioni
arcaiche nell’impostazione spaziale, affollate da eleganti figure dalle
vesti sontuosamente decorate, ma intensamente caratterizzate nei volti.
Dalmau Luis (notizie
dal 1428 al 1460)
Pittore
catalano alla corte del re d’Aragona, fu inviato a Bruges nel 1431 con
l’incarico di acquistare dipinti. Nelle Fiandre vide e studiò le opere
di Jan Van Eyck, i cui modelli ispirarono la pala dei Consiglieri che il
Dalmau dipinse nel 1445 per la cappella del Palazzo Comunale di
Barcellona. Il dipinto raffigura, nell’interno di una chiesa gotica,
la Vergine
col Figlio adorata dai cinque consiglieri della città e dai santi Eulalia
e Andrea. Con la pala dei Consiglieri, l’influsso della pittura
fiamminga si affermò in Aragona. Al Dalmau si attribuiscono altre opere,
tra le quali l’Annunciazione (Valenza, Museo) e il Sant’Ildefonso
(Louvre). ll pittore morì probabilmente di peste nel
1460 a
Barcellona.
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Pala dei Consiglieri (1445,
Palazzo Comunale di Barcellona) |
Gallego Fernando
(Salamanca 1440 circa - dopo il 1507)
Nella prima opera
documentata, la Pala di Sant'Ildefonso (Zamora, Cattedrale), sono
palesi suggestioni fiamminghe, in particolare da Van der Weyden. Un aspro
linearismo accentua l'intonazione patetica della Pietà (Madrid, Prado).
Il polittico dell'altare maggiore di San Lorenzo (Madrid, Prado) è
generalmente considerato il suo capolavoro per il forte realismo delle
figure e l'equilibrata sobrietà del colore.
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Natività (Museo diocesano di
Salamanca) |
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Pietà (1470, Madrid, Museo del
Prado) |
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Crocifissione (1466-1467, Madrid,
Museo del Prado) |
Vasco Fernandes
(Viseu 1480 circa - 1543 circa)
ritratto
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Pittore lusitano. Gli si
attribuiscono i frammenti di un altare proveniente dalla cattedrale di
Lamego e ora al locale museo (1506-1511), una Pietà (1525, Richmond,
Collezione Cook) e una Pentecoste
(Coimbra), come pure alcuni dipinti nella cattedrale di Viseu, fra cui
l'Assunzione della Vergine, in cui senso drammatico del colore si unisce
al gusto naturalistico dei particolari.
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Assunzione della Vergine (1506,
Cattedrale di Viseu) |
Berruguete Alonso
(Paredes de Nava 1490 circa - Toledo 1561)
E' considerato uno degli
scultori più importanti del Rinascimento spagnolo ed è conosciuto
per le emozioni, a volte felici, a volte tormentate, che le sue sculture
quasi sempre a carattere religioso riescono a trasmettere. Dopo il 1504 si
recò in Italia e viaggiò molto soggiornandovi circa quindici anni
durante i quali conobbe Bramante e Michelangelo. I suoi dipinti di
quell'epoca mostrano le influenze del manierismo. Nel 1520 rientrò
in Spagna e lavorò a Valladolid, Olmedo e Toledo (stalli del coro della
cattedrale). Suo capolavoro è l'altare maggiore della chiesa di San
Benito el Real a Valladolid che si conserva nel museo nazionale di
scultura della stessa città.
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| Adorazione dei Magi |
Luis de Morales (Badajoz
1509 - 1586)
Soprannominato «El
divino» dai suoi contemporanei per la dolcezza delle sue Madonne,
tema preferito del suo non vasto repertorio. Incerte sono le notizie sulla
sua formazione avvenuta, forse, alla scuola di Pedro de Campaña in clima manieristico
italianeggiante, ma indubitabili sono i giovanili contatti e la
conoscenza della pittura fiamminga: la trasparenza dei suoi colori
richiama Mabuse. Componenti del suo stile sono anche le suggestioni della
pittura italiana: di Leonardo, mediato da Q. Metsys, della cultura
raffaellesca di Perin del Vaga e dei maestri del manierismo fiorentino.
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Vergine col Bambino (Londra,
National Gallery) |
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Maria Maddalena [forse con Sara?]
(1570, Madrid, Museo del Prado) |
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| Santo Stefano |
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| L'Annunciazione |
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| La Vergine, Gesù e
San Giovannino |
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| Maria Maddalena (forse
con Sara) |
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| Presentazione di Gesù
al Tempio |
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| San Geronimo |
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| Ecce Homo |
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| La Pietà |
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| San Francesco riceve
le stimmate |
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Juan de Juanes
(Fuente la
Higuera 1523/24 - Bocairente, Valencia, 1579)
noto anche come
Macip Vicente Juan
Figlio di Vincente Macip,
fu il pittore rinascimentale più celebre della città, chiamato
"secondo Raffaello" e si dedicò principalmente a dipinti a
soggetto religioso. Realizzò le prime opere insieme al padre,
determinando problemi di attribuzione per i dipinti anteriori al 1550,
anno della morte di Vincent Macip. Venne influenzato dalle opere di
Sebastiano del Piombo, che aveva potuto osservare nella città natale.
Contribuì notevolmente a diffondere in Spagna la pittura italiana.
ritratto
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una "Cena" con Maria
Maddalena |
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| L'Immacolata
Concezione |
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| Sacra Famiglia |
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| Ecce Homo |
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| Santo Stefano in
Sinagoga |
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| Matrimonio mistico del
venerabile Agnesio |
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Coello Alonzo
Sanchez
(dintorni di
Valencia 1532 - Madrid 1588)
Formatosi a Roma sugli
esempi di Raffaello, passò poi nella bottega di Antonio Moro. Invitato da
Giovanni di Portogallo, si recò a Lisbona, trasferendosi in seguito a
Madrid, dove prese il posto di Antonio Moro come ritrattista ufficiale
alla corte di Filippo II realizzando numerosi ritratti della famiglia
reale.. Collaborò anche alla decorazione dell'Escorial.
Pantoja de la Cruz
Juan (Madrid 1551 - 1608)
Successore nel 1588 di
Sanchez Coello come ritrattista ufficiale di Filippo II, ha lasciato
numerosi ritratti dei sovrani spagnoli e di personaggi della loro corte.
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La regina Margherita (Museo
Emilio Bacardi, Cuba) |
Maestro di Burgo de
Osma (XVI secolo)
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Vergine con Angeli (cattedrale di
Osma) |
El Greco (Iraklion,
Creta 1541 - Toledo 1614)
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Autoritratto (1600,
N.Y. Metropolitan Museum of Art) |
clicca sulle immagini per visionare il
dipinto originale
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San Pietro
(1580, Madrid,
Monastero di San Lorenzo, Escorial)
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particolare, La Sacra
Famiglia
(1595, Toledo, Ospedale Tavera)
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Preghiera nell'Orto
(1605, Londra, National Gallery)
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La mano al petto
(1583-1585, Madrid, Museo Prado)
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Autoritratto
(1600 circa, New York, Metropolitan
Museum)
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Battesimo di Gesù
(1596-1600, Galleria Nazionale d'Arte
Antica, Roma)
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L'Entierro del Conte
de Orgaz
(1586-1588, Toledo, Chiesa di San
Tommaso)
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La SS. Trinità
(1577, Madrid, Prado)
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La spoliazione di
Cristo
(1583-1584, Monaco, Alte Pinakothek)
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Martirio di San
Maurizio
(1580-1581, Madrid, Monastero di
San Lorenzo, Escorial)
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Soprannome
di Dominikos Theotokòpoulos, pittore manierista principalmente attivo in
Spagna. La sua opera, con quella di Francisco Goya e Diego Velazquez,
rappresenta il punto più alto dell’arte spagnola. Nato a Creta, allora
possedimento della Repubblica di Venezia, trascorse la gioventù
sull’isola. I particolari del suo apprendistato sono imprecisi, ma
probabilmente cominciò a studiare pittura nel luogo natale, dove sviluppò
presto un gusto erudito per la letteratura greca classica e contemporanea.
Sebbene nulla rimanga dei primi lavori, si può intuire dalle reminiscenze
presenti nelle opere successive che essi furono quasi certamente
realizzati in stile tardo-bizantino, all’epoca molto in voga a Creta.
Verso il 1566, El Greco si recò a Venezia e lavorò nella bottega di
Tiziano. Subì anche l’influenza del Tintoretto e lo rivelano i primi
dipinti veneziani come
la Guarigione
del cieco (1566 - 1567 circa, Pinacoteca Nazionale, Parma), nei quali
dimostra di aver ben assimilato l’uso tizianesco dei colori e le
tecniche del Tintoretto. L'influenza italiana emerse ancor più negli anni
del soggiorno romano, tra il 1570 e il 1576 circa, durante i quali, come
è evidente nella Pietà (1570 - 1572 circa, Museum of Art, Philadelphia)
e nella Cacciata dei mercanti dal Tempio (1570 - 1575 circa, National
Gallery, Washington), subì l’influenza delle forme scultoree di
Michelangelo. Lo studio dell’architettura romana condizionò, inoltre,
l’equilibrio delle sue composizioni, che spesso comprendono vedute di
palazzi romani rinascimentali. A Roma, El Greco conobbe molti
ecclesiastici spagnoli i quali, probabilmente, lo convinsero a recarsi con
loro in Spagna. Lasciò I’Italia nel 1576 e, dopo aver soggiornato
brevemente a Malta, giunse a Toledo nel 1577 cominciando subito a
lavorare. Dipinse per la chiesa di Santo Domingo el Antiguo la stupenda
Assunzione (1577, Art Institute, Chicago), punto di svolta
della sua arte. Non ottenne dal re Filippo ll la commissione per
affrescare le pareti dell’Escorial nonostante gli avesse sottoposto in
visione suoi numerosi dipinti: fra questi il Trionfo della Lega Santa
(1578 - 1579 circa, un esemplare è all’Escorial e un altro alla
National Gallery di Londra). Lavorò anche per
la Cattedrale
di Toledo: la sua Spoliazione di Cristo (1577 -1579) offre una splendida
immagine del Cristo avvolto in una tunica rossa, circondato dagli artefici
della sua cattura. Nel 1586 El Greco dipinse per la chiesa di Santo Tomé,
a Toledo uno dei suoi più alti capolavori: l’Entierro del Conte de
Orgaz, che ritrae il nobiluomo toledino del XIV secolo mentre è adagiato
nel suo sepolcro da Santo Stefano e Sant’Agostino. Nella parte superiore
del dipinto l'anima del conte sale in un cielo densamente popolato
d’angeli, santi e personaggi politici del tempo: significativi nel
quadro l’allungamento delle figure e I’horror vacui, che andranno
accentuandosi negli anni seguenti diventando tratti tipici dell'arte di El
Greco. Tali caratteristiche potrebbero essere accostate al manierismo
internazionale, ancora evidente nella sua opera anche quando cessò di
essere in auge nella pittura europea. Molte tele che datano dal 1590 circa
all’anno della sua morte, trasmettono una febbrile intensità. II
Battesimo di Cristo (1596 - 1600 circa) firmato in greco com’era sua
abitudine e l'Adorazione dei Pastori (1612 - 1614), entrambi conservati
nel Museo del Prado a Madrid, sembrano vibrare di una luce sovrannaturale
generata dalle stesse figure sacre. Soggetti di mitologia classica greca e
latina come il Lacoonte (1610 - 1614 National Gallery, Washington), e
storie dell’Antico Testamento come l’Apertura del quinto sigillo (1608
- 1614 circa, Metropolitan Museum, New York) rimasto incompiuto, attestano
la formazione umanistica di El Greco.
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L'ultima cena
(1568, Bologna Pinacoteca
Nazionale) |
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Annunciazione (1570, Madrid,
Museo del Prado) |
La spoliazione di Cristo
(1583-1584, Monaco, Alte
Pinakothek)
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La spoliazione di Cristo
(1577-1579, Cattedrale di Toledo) |
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Maddalena penitente
(1576-1578, Budapest, Museo
di Belle Arti) |
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Estasi di San Francesco
(1580, Palazzo Vescovile di
Siedice) |

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La mano al petto
(1583-1585, Madrid, Museo del
Prado) |
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Gesù porta la Croce
(1580, Metropolitan Museum of
Art. N.Y.) |

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San Domenico Guzman
(1586-1590, Collezione privata) |
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Santi Pietro e Paolo
(1592, Ermitage, Sanpietroburgo) |

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Sacra Famiglia
La Madonna del buon latte
(1595, Toledo, Ospedale di Tavera) |
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Sant'Andrea e San Francesco
(1595, Madrid, Museo del Prado) |


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Studio di uomo
(1595, Museo delle Belle
Arti, Budapest) |
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Sacra Famiglia con Maria
Maddalena
(1595-1600, Cleveland, Museum of
Art) |


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Sacra Famiglia
(1594-1604, Madrid Museo del
Prado) |

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Veduta di Toledo
(1597-1599, N.Y. Metropolitan
Museum of Art) |
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Battesimo di Gesù
(1596-1600, Roma, Galleria
Nazionale d'Arte Antica) |
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Crocifissione
(1596-1600, Madrid, Museo del
Prado) |

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Resurrezione
(1596-1600, Madrid, Museo del
Prado) |


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Pentecoste
(1596-1600, Madrid, Museo del
Prado) |

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Madonna col Bambino, Santa
Martina
e Santa Agnese
(1597-1599, Washington, National
Gallery of Art) |
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La cacciata dal Tempio
(1600, Londra National Gallery) |
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Ritratto del Cardinale Fernando
(1600, N.Y. Metropolitan Museum
of Art) |
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Particolare della Sacra Famiglia
con Sant'Anna
(1600, Budapest, Museo di Belle
Arti) |
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Natività
(1603-1605, Mescas, Ospedale
della carità) |
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San Pietro e San Paolo
(1605-1608, Stoccolma, Museo
Nazionale) |

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San Tommaso
(1610-1614, Toledo, Museo El
Greco) |
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San Paolo
(1610-1614, Toledo, Museo El
Greco) |

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Cristo Salvatore
(1610-1614, Toledo, Museo El
Greco) |
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Adorazione dei pastori
(1610, N.Y. Metropolitan Museum
of Art) |

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San Sebastiano
(1610-1614, Madrid, Museo del
Prado) |
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Sposalizio della Vergine
(1613-1614, Romania)
Museo nazionale dell'arte |

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