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Pittore attivo in Catalogna unitamente al fratello Pedro. In Italia furono presenti in Sicilia (L'Ultima Cena di Jaime Serra si ammira nel Duomo di Palermo). Influenzati da Barnaba da Modena e della Scuola senese, essi eseguirono dipinti in collaborazione dove, talvolta, è difficile distinguere l'operato dell'uno da quello dell'altro.
Madonna dell'Umiltà |
Le componenti
più importanti della formazione di quest'interessante quanto
problematico artista sono da una parte l'acquisizione delle novità
della pittura giottesca, dall'altra la conoscenza dell'arte senese. Un
capolavoro è la tavola con San Giorgio e il drago (1330), dove la
ricerca di movimento e di espressione si spinge ad una contorsione
forzata del cavallo. Nella Madonna dei denti (1345) Vitale mostra,
attraverso il sorriso della Vergine, una serenità umanizzante mai vista
prima.
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Fratello di Pietro, formatosi alla scuola senese, in seguito venne a contatto con la cultura fiorentina. Famoso è il suo ciclo pittorico Allegoria del buon governo affrescato nel Palazzo Pubblico di Siena fra il 1338 e il 1339, dominato dalla statuaria opulenza della figura della Pace.
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| Andrea di Cione di Arcangelo soprannominato l'Orcagna è stato pittore, architetto e scultore, attivo a Firenze fra il 1343 ed il 1368. Apprese il mestiere da Andrea Pisano e Giotto di Bondone con i suoi fratelli Jacopo, Benci e Nardo di Cione. Nel 1357 firmò e datò una delle sue opere più importanti, il polittico con Cristo in trono e Santi per la Cappella Strozzi in Santa Maria Novella a Firenze. |
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Adorazione dei magi |
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Noli me tangere |
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Trinità |
Resurrezione |
Ascensione |
Pentecoste |
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Pittore attivo a Siena del quale si hanno notizie certe solo dal 1317 al 1327. Fedele seguace di Duccio di Buoninsegna, ha contributo molto all'affermazione della pittura senese a Firenze con commissioni prestigiose per gli altari delle due maggiori Basiliche, Santa Maria Novella e Santa Croce. L'unica sua opera firmata è un polittico datato 1325 per l'altare maggiore della Basilica di Santa Croce, smembrato nel 1847 e disperso in vari musei stranieri. |
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La Resurrezione |
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Il tradimento di Giuda - La via del Calvario - La deposizione - La Resurrezione |
| Attivo a
Verona e Padova fu discepolo del Turone. Sulla sua vita le notizie
sono molto scarse, si sa soltanto che è citato per il pagamento di una anchona
(cioè un'ancona, una tavola dipinta da altare ) nel 1384 e che era già
morto nel 1393. Le fonti però lo ricordano come un artista molto
apprezzato ai suoi tempi. Nelle
sue prime opere si ispirò alla scuola giottesca lombarda, traendo
insegnamenti di "verità" descrittiva, che seppe mettere a
buon frutto nelle sue opere. Dalle vivaci opere di Tommaso da
Modena imparò lo stile narrativo brillante e l'attenzione per i
dettagli quotidiani. Sebbene per alcuni aspetti coloristici e narrativi
sembri precedere lo stile del gotico internazionale, il suo
sguardo indaga ancora oggettivamente, ed è estraneo alle fantasie
cortesi e cavalleresche che saranno invece in Pisanello, suo diretto
erede. Nel 1364 affrescò nella Sala Grande di Cansignorin della
Scala,a Verona, le Storie della guerra giudaica, andate perdute
come le altre storie profane della Reggia Carrarese di Padova,
dove erano raffigurati vari cicli: di Nerone, di Camilla, di Lucrezia,
di Ercole e una serie di Uomini illustri, su ispirazione
del Petrarca. Del poeta fiorentino egli eseguì anche un ritratto, che
ci è pervenuto sebbene ampiamente ridipinto in epoche successive, dove
l'autore è al tavolo di studio. L'interesse verso soggetti storici e
classici, influenzato sicuramente dall'umanesimo petrarchiano, fece da
preludio a quel gusto antiquario che dominò la scena dell'Italia
settentrionale nel secolo successivo.
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| Fonde nella sua pittura lo stile di Simone Martini e di Pietro e Ambrogio Lorenzetti, si pone all'attenzione come uno dei rappresentanti più tipici della scuola senese. Notevole il suo uso del colore. Fu uno dei pittori più importanti della seconda metà del Trecento, sia a Siena che nelle città limitrofe dove ancora oggi si conservano numerose sue opere. |
Adorazione dei Magi (Siena, Pinacoteca Comunale) |
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La presentazione al Tempio |