| Attivo a Fabriano verso la fine del Trecento. Si distaccò dal miniaturismo fabrianese verso una pittura di un cromatismo più acceso ed una fattura più grossolana. Tra le sue opere firmate: Madonna dell'umiltà (Ascoli Piceno, S. Agostino); Madonna del latte (1359, Fabriano, S. Lucia); Madonna (1374, Montegiorgio, S. Andrea). |
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La Sacra Famiglia |
Barnaba
Agocchiari, detto Barnaba da Modena..Egli
fu attivo soprattutto in Liguria e in Piemonte a metà del XIV secolo.
Un suo dipinto si trova nella Chiesa di San Francesco ad Alba,
mentre un polittico è conservato presso la Chiesa di San Dalmazzo a
Savona.La sua
"Vergine con Bambino" dipinta in stile bizantino si trova
invece presso il Museum of Fine Arts a Boston, Massachussets.
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| Attivo tra
Firenze e Milano tra il 1346 e il 1369. Importante esponente della
pittura gotica fu, con Giottino, il più significativo innovatore
della scuola giottesca fiorentina nella seconda metà del secolo.Nel
1346 risulta iscritto all'Arte dei Medici e degli Speziali di Firenze e
nel 1366 gli viene concessa la cittadinanza di fiorentina. Riuscì ad
operare una sintesi fra l'arte del gotico francese e la pittura
italiana, non cadendo in un'emulazione di maniera della lezione di
Giotto. È infatti insieme a Giottino l'unico pittore che riuscì a
svincolarsi dal gusto arcaizzante della cultura figurativa locale.
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| Gotico
internazionale si
definisce quello stile di pittura diffusosi in Europa tra la fine del
XIV e l'inizio del XV secolo, noto anche come Gotico
fiorito o cortese.
Si sviluppò in area franco-fiamminga e, talora, la critica d'arte
definisce questo stile - anche se in modo controverso - con la
denominazione di tardogotico.
Questo pittore ha un ruolo fondamentale per l'introduzione dello stile gotico nel nord della Germania. Il suo lavoro ha avuto effetti di vasta portata sulla pittura tedesca.
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Natività (Particolare della Storia di Cristo, Parrocchiale di Wildungen, Assia) |
| Gentile di Niccolò di Giovanni Massi detto Gentile da Fabriano E' stato tra i più importanti esponenti del gotico internazionale. Incarnò nel suo secolo la tipica figura dell'artista itinerante, che preferiva spostarsi per trovare le più svariate occasioni di lavoro offerte dalle corti piuttosto che stanziarsi a bottega. La sua pittura poetica e fiabesca, il gusto per la linea e un uso impareggiabile degli elementi decorativi lo portarono al vertice della scuola italiana dell'epoca, ricevendo commissioni di grandissimo prestigio. Con la visita a Firenze entrò in dialogo con il nascente umanesimo nell'arte e, pur senza rinunciare al proprio stile, iniziò una consapevole transizione tra il decorativismo tardogotico e l'essenzialità rinascimentale. |
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Adorazione dei Magi
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Alcuni particolari dell'Adorazione dei Magi (Galleria degli Uffizi, Firenze) |
| Prolifico seguace della scuola giottesca legato alla cultura veneziana della fine del Trecento, visse il clima gotico internazionale con diversi artisti tra cui Gentile da Fabriano . La sua opera si colloca nel periodo in cui a Firenze l'arte manifestò una certa stanchezza e calo di inventiva delle innovazioni introdotte da Giotto, verso un gusto più arcaizzante ed una produzione più seriale. |
| Tra gli esponenti più raffinati del gotico internazionale, la sua formazione derivò da un'approfondita conoscenza della pittura boema e renana. |
| Pittore
fiorentino attivo in Lombardia e Veneto, soprattutto a Padova. Alla luce
delle novità di Giotto, rilegge i modi bizantini e romanici, formulando
un linguaggio originale.
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| La
data ed il luogo di nascita del Pisanello non sono conosciuti. Si
presume sia nato tra il 1380 e il 1395 a Pisa. La prima formazione
artistica di Antonio Pisano (questo il suo vero nome), avviene
nell’ambito della scuola di pittura costituita da Altichiero da Zevio
e Turone. Il suo bagaglio artistico-culturale si forma sotto la guida
dei maestri Stefano da Verona (Stefano da Zevio 1375(4)-1439(?)) e
Gentile da Fabriano (1370 – 1427). Il primo dipinto che può essere
con certezza attribuito al Pisanello è “La Madonna della quaglia”,
custodito nel Museo veronese di Caltelvecchio, dove sono evidenti gli
influssi di Stefano da Verona e di Michelino da Besozzo. Anche dal
ritratto della Principessa Ginevra d'Este, custodito nel Louvre, si rilevano
gli influssi della pittura fiorentina, ampiamente diffusa da Giotto e
dai suoi allievi Altichiero e Stefano da Verona. In definitiva i pochi
dipinti rimasti di lui lo mostrano in singolare sospensione artistica
tra il
vecchio ed il nuovo,
posizione
tuttavia spesso superata attraverso un acuto senso della realtà.
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