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Piero della Francesca
nacque a Borgo Sansepolcro nel 1415-20. Si formò a Firenze insieme a
Domenico Veneziano con il quale collaborò per gli affreschi perduti del
coro di S. Egidio a Firenze. L’artista rivela un personalissimo
carattere sin dalle prime opere: struttura prospettica rigorosissima,
perfezione dei volumi geometrici, rappresentazione di figure grandiose
immerse in un'atmosfera dalla luminosità diffusa, sottile quasi
astratta che mantiene i personaggi come sospesi nel tempo. Nel 1442 la
confraternita della Misericordia di Borgo Sansepolcro, gli commissionò
un polittico che doveva essere consegnato entro tre anni, in realtà il
pittore ne impiega quindici. Il Polittico
della Misericordia è composto da ventitre scomparti
alcuni dei quali, come la predella, sono dipinti da aiutanti del
pittore.
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Il
Polittico della Misericordia ed alcuni particolari |
Quasi
tutte le opere di Piero sono di carattere religioso. Tra i suoi
capolavori il Battesimo di Cristo,
che oggi si trova a Londra alla National Gallery. In questo dipinto la
trasparenza dell'atmosfera, la chiara luminosità del paesaggio
rievocano le opere di Domenico Veneziano e del Beato
Angelico, la prospettiva rigorosa il cui perno centrale è
costituito dalla figura del Cristo conferisce all'opera un certo
equilibrio e quell'armonia che è tipica delle opere pierfracescane.
Ed
ancora, La
leggenda della vera Croce che è l’unico grande ciclo di
affreschi pervenutoci integro dove ogni affresco è organizzato in due
sezioni, un quadrato abbinato ad un rettangolo, a creare una marcata
scansione ritmica. E' considerata una delle opere più importanti di tutta
la pittura rinascimentale: il ciclo degli affreschi si può ammirare nella
Cappella Bacci della Basilica di San Francesco ad Arezzo.
Opere spettacolari dove lo studio della prospettiva
rappresenta il giusto raccordo fra rappresentazione umana e paesaggio
come, ad esempio
la Flagellazione
di Cristo (Galleria Nazionale di Urbino, 1450-1460)
la
Madonna del Parto (1460-1464, Museo di Monterchi), la Madonna
di Senigallia (1470 ca. Galleria Nazionale), la Resurrezione
(1463-1465, Pinacoteca di Sansepolcro),
la Sacra
conversazione (1472-1474, Pinacoteca di Brera) diverse Natività
ed Annunciazioni.
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Resurrezione
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Eseguì
anche il ritratto
di Battista
Sforza e Federico
da Montefeltro.Una malattia agli occhi costrinse il maestro a
ritirarsi dalla sua attività e ad applicarsi negli studi della
prospettiva che lo portarono a scrivere il De prospectiva pingendi nel
quale insegna ai pittori i segreti della prospettiva e il libretto De
quinque corporibus regularibus.
Machiavelli Zanobi
(1418-1479)
Pittore fiorentino, esponente
della scuola di Benozzo Gozzoli. Tra le sue opere, "Madonna e
santi" (Londra, National Gallery), "San Giacomo
Maggiore"(Berlino, Ataatlichen Museen). Collaborò, inoltre, agli
affreschi del Camposanto di Pisa.
Andrea del Castagno (1421-1457)
Sopranome di Andrea di Bartolo, nato a Castagno
nel Mugello. Appartiene al primo Rinascimento italiano e mostra di aver
appreso gli insegnamenti rinnovatori soprattutto del Masaccio. La
decorazione ad affresco di una parete del refettorio di Santa Apollonia in
Firenze, con l'Ultima Cena, Crocifissione, Deposizione e Resurrezione
rappresenta la sua opera maggiore. All'ultima fase di Andrea appartengono
un San Giuliano e una Trinità (1451-1455 ca.) nella chiesa della
Santissima Annunziata a Firenze. Il monumentale ritratto equestre di
Niccolò da Tolentino (1456), in Santa Maria in Fiore, rivela nei contorni
sinuosi ed incisivi la ricerca del movimento e di energia tipica della sua
arte.
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Refettorio di Santa Apollonia |
Trinità |
Alessio Baldovinetti (1425-1499)
Pittore fiorentino, subì l'influsso del Beato Angelico,
ma in un secondo tempo si avvicinò allo stile di Andrea del Castagno del
quale proseguì l'opera nella chiesa della Santissima Annunziata di
Firenze. A questo periodo appartiene la bella Annunciazione in San Miniato
al Monte. Ricercatore di nuove tecniche in pittura sperimentò largamente
l'uso dell'olio e trattò la tempera in maniera pastosa, non tradizionale.
Di particolare bellezza una Madonna conservata al Louvre di Parigi.
Foppa Vincenzo (1430 ca. - 1516)
E' il maggior pittore lombardo prima del Caravaggio,
considerato l'iniziatore del Rinascimento in Lombardia, affonda le sue
radici nel gotico estremo e giunge quasi sino alle soglie del
manierismo. Nasce a Brescia e prima di maturare pienamente la sua
visione pittorica, tipicamente lombarda, il Foppa si rende sensibile
all'opera dei miniatori dell' "ouvraige de Lombardie",
arricchita dai contatti con Foquet e anche dalla lezione degli artisti
toscani attivi a Padova. Nelle prime opere documentate, I tre crocifissi
(1456) e il San Girolamo (Bergamo, Accademia Carrara), le eredità del
naturalismo trecentesco e del decorativismo gotico e le suggestioni
dell'ambiente padovano e dell'arte francese, sono già trascese in una
nuova arte poetica, personale ed inconfondibile. Alla geometria, cardine
della visione pittorica fiorentina, Foppa sostituisce una sua
prospettiva illusiva: al "lume universale" dei toscani il suo
"lume naturale" che suggerisce l'ora, il tempo, l'atmosfera in
cui la scena si svolge. Databili intorno al 1460 sono la Madonna del
libro (Milano, Museo del Castello) e il San Cristoforo (Museo di
Denver), il ciclo della Vita di San Pietro martire, del 1467-68 nella
Cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano, uno dei maggiori
monumenti pittorici del Quattrocento. Del 1485 è la Madonna tra i Santi
Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Milano, Brera) e il Martirio
di San Sebastiano (idem), ex voto per la peste del 1486, quasi un
omaggio a Bramante. Realizza a Pavia su commissione di Giovanni Maria
Bottigella una Pala d'Altare e fra le opere del suo ultimo periodo
ricordiamo l'Annunciazione (Isola Bella, raccolta Borromeo), il Padre
Eterno e Gli Evangelisti e la bellissima Epifania (National Gallery,
Londra), velata da quel lume argenteo e diffuso che è la più alta
eredità lasciata da Foppa agli artisti della sua terra.
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Madonna del libro |
Dettaglio della Pala
dell'altare Bottigella |
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